«Vittoria SettantArte 70», mostra a Trento – Di Daniela Larentis

Il Liceo Vittoria di Trento festeggia un traguardo storico con la mostra in corso a Palazzo Trentini, visitabile fino al 7 dicembre 2024 – Le interviste

Foto di Lucio Tonina.

A Trento, nelle eleganti sale di Palazzo Trentini, è in corso la mostra «Vittoria SettantArte 70», un omaggio ai 70 anni di storia del Liceo Artistico «Vittoria».
Inaugurata lo scorso 8 novembre, resterà aperta fino al 7 dicembre, con orari dal lunedì al venerdì (9.30-18.30) e il sabato (9.30-12.30). L’esposizione è stata organizzata da un team composto da Mariagrazia Brunelli, Alberto Larcher, Giuliano Orsingher, Massimo Parolini e Fabio Seppi.
Il percorso espositivo offre una panoramica della storia artistica e didattica dell’istituto, mettendo in luce le opere realizzate da studentesse, studenti e docenti che hanno fatto parte della comunità scolastica del «Vittoria».

Molti di loro hanno intrapreso una brillante carriera artistica, contribuendo a rafforzare il legame tra la scuola e il territorio.
Uno spazio speciale è dedicato ai progetti didattici più significativi, frutto della collaborazione tra studenti e docenti.
Questi lavori dimostrano il ruolo del Liceo Artistico come luogo di crescita culturale, professionale e umana, capace di formare giovani che affrontano il presente e il futuro con creatività e consapevolezza. La mostra rappresenta un’occasione unica per conoscere da vicino il percorso di un’istituzione che da sette decenni promuove l’arte e l’educazione sul territorio trentino.
 
Gli artisti (ex studenti e/o docenti del Vittoria) esposti sono i seguenti: David Aaron Angeli, Franco Baldi, Gelsomina Bassetti, Luca Beltrami, Thomas Belz, Stefano Cagol, Andrea Cappelletti, Sergio Cara, Edgar Caracristi, Silvio Cattani, Giordano Chini, Luciano Civettini, Bruno Colorio, Roberto Conte, Luca Coser, Martina Dal Brollo, Paolo Dalponte, Alba Maria Luisa De Bona, Mauro De Carli, Veronica de Giovanelli, Giulia Donati, Paolo Dolzan, Piermario Dorigatti, Bruno Fantelli, Andrea Foches, Andrea Fontanari, Alberto Forchini, Annalisa Filippi, Stefano Fronza, Paola Grott, Bruno Lucchi, Luca Marignoni, Lorenzo Menguzzato (Lome), Elisa Miorandi, Aran Ndimurwanko, Ismaele Nones, Valerio Pannella, Stefano Pasquali, Roberto Perini, Matteo Picelli (Egeon), Alessandra Pizzini, Marcello Pola, Luigi Prevedel, Gianluigi Rocca, Federico Seppi, Emma Sicher, Paolo Tait, Paolo Tartarotti, Rolando Tessadri, Rolando Trenti, Maddalena Zadra, Ivan Zanoni.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare la dirigente dell’istituto, Daniela Simoncelli, e il prof. Alberto Larcher, ideatore del progetto.
 

 
Come è nata l’idea della mostra?
Larcher: «L’idea di realizzare la mostra del Liceo artistico A. Vittoria è nata nel corso dei primi mesi del 2023, anno in cui cade il 70° anniversario della sua fondazione.
«Alcuni docenti delle materie di indirizzo hanno deciso di allestire una mostra a Palazzo Trentini, così come era stato per il 50° anniversario nel 2003, esposizione organizzata allora dal Preside Sergio Filosi.»
 
Come è stato pensato il percorso espositivo?
Larcher: «Naturalmente abbiamo pensato di esporre il materiale didattico realizzato dai nostri studenti.
«I progetti e i manufatti comprendono la produzione di elaborati delle varie sezioni nei relativi laboratori: Architettura e Ambiente, Arti Figurative con le curvature di Pittura e Scultura, Audiovisivo e Multimedia, Design declinato nelle specifiche curvature: Metalli Oreficeria, Industria, Arredamento e Legno.
«Un’altra sezione, invece, presenta l’attività di studenti e insegnanti che, dagli anni ’80 ad oggi, hanno intrapreso una ricerca artistica personale raggiungendo buoni riconoscimenti a livello nazionale, in alcuni casi anche internazionale.
«Si tratta di creativi nel campo della pittura e della scultura, ma anche di architetti, designer, orafi, fotografi.»
 
Quante opere sono esposte?
Larcher: «Le opere relative agli artisti sono 53. L’esposizione si apre con la bellissima xilografia Crozon del Brenta (1938) del Fondatore, Bruno Colorio. All’interno troviamo anche dei giovani creativi che stanno riscuotendo molti riconoscimenti in campo artistico.
«Le opere degli studenti sono molteplici e presentano un panorama variegato di progetti e tecniche.
«Si va dalla pittura alla scultura, dal mosaico alla grafica d’arte, dall’oreficeria e oggettistica in metallo ai prototipi e modelli architettonici, di arredo e di design, fino alle fotografie, ai video e alle installazioni realizzate dalla sezione di Multimedia.»
 
Può parlarci brevemente dei progetti didattici più significativi realizzati dagli studenti?
Larcher: «La parte più importante del materiale didattico, in parte esposta anche in mostra, riguarda quell’attività che la scuola svolge sul territorio, chiamata negli ultimi anni Alternanza Scuola Lavoro. La nostra scuola realizza progetti esterni fin dai primi anni ‘80 e nel corso degli anni ha consentito a centinaia di studenti di conoscere il mondo del lavoro.
«Questi ragazzi hanno la magnifica opportunità di concepire e realizzare idee progettuali, in collaborazione con enti e aziende private del territorio, partecipando direttamente, confrontandosi con la committenza, valorizzando la creatività personale e la ricerca.
«Nel catalogo, realizzato per l’occasione, oltre alle fotografie delle opere degli artisti invitati, l’attività dei progetti sul territorio ha un risalto particolare.
«Questi interventi abbelliscono gli spazi più disparati: ospedali, RSA, stazioni, alberghi, teatri, vari luoghi pubblici e privati, spazi istituzionali, rifugi alpini, strade e sottopassi (Street art)...»
 
Qual è il messaggio che si è voluto trasmettere attraverso questa importante esposizione?
Larcher: «La mostra e il catalogo parlano di persone, di opere, di storie. La nostra è una scuola speciale, non la nave dei pirati… come crede ancora qualcuno. In questi 70 anni il Vittoria ha avuto molte trasformazioni. La progettazione e la manualità sono da sempre una solida base: non manca, però, l’ausilio delle più recenti tecnologie che hanno portato nuove opportunità nelle arti visive.
«I nostri studenti lavorano con serietà e passione e, quando sono coinvolti in queste attività espositive, anche con grande entusiasmo. Lo dimostra anche la partecipazione di una classe quinta della sezione Design arredamento e legno che ha curato con i propri docenti la progettazione e l’allestimento delle opere in mostra, realizzando a scuola anche tutti gli elementi espositivi.
«Si tratta di un compleanno, i 70anni del Vittoria. Una scuola che, sebbene anagraficamente matura, è sempre aperta alle novità e alle innovazioni. La serata dell’inaugurazione ha visto una fiumana di persone: tra loro ex studenti, ex insegnanti e genitori.
«Tutto questo ripaga l’impegno del gruppo di docenti e studenti che hanno reso possibile l’evento.»
 
Il Liceo Artistico Vittoria è un’importante realtà del territorio: come si è evoluta la scuola negli anni?
Simoncelli: «Il Liceo Artistico Vittoria di Trento ha una storia lunga e affascinante, iniziata nel 1953 grazie a Bruno Colorio, che inaugurò l’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria nella ex caserma Diaz, dopo l’esperienza di preside della Scuola d’Arte in Val di Fassa.
All’epoca, la scuola proponeva due percorsi: uno per i più giovani, che portava al diploma di Artiere, e uno più avanzato per ottenere il titolo di Maestro d’Arte. Inizialmente legato all’Istituto di Venezia, il Vittoria ottenne l’autonomia amministrativa nel 1958.
«Tra i suoi primi docenti figuravano personalità di spicco della cultura artistica regionale, come i pittori Marco Bertoldi e Carlo Bonacina, Gino Novello, specializzato nel mosaico, e lo storico dell’arte Carlo Pacher.
«Oggi, con oltre 650 studenti, è un punto di riferimento per l’educazione artistica in Trentino, con un’ampia offerta formativa che include le sezioni di Arti Figurative (pittura e scultura), Design (del gioiello, del prodotto, di arredo e legno), Audiovisivo e Multimediale, Architettura e Ambiente.»
 
Che scuola è oggi il Vittoria?
Simoncelli: «Oggi l’Istituto d’arte è divenuto Liceo artistico, una scuola completa, dove la creatività trova ampio spazio per esprimersi e svilupparsi.
«Al Liceo artistico la progettualità ha un ruolo centrale: i ragazzi imparano, partendo da una solida base culturale, a trasformare le idee in progetti concreti e realizzati. È una formazione che unisce teoria e pratica, coltivando il talento di ogni studente.»
 
Quali sono le sfide per il futuro?
Simoncelli: «La sfida più grande è quella di tenere il passo con l’innovazione, soprattutto sul fronte tecnologico, senza perdere il legame con il passato. La vera sfida è proprio creare un connubio armonioso tra tradizione e innovazione per formare artisti e professionisti al passo con i tempi.»
 
Come sono cambiati gli studenti di oggi rispetto al passato?
Simoncelli: «Oggi i ragazzi hanno accesso a molti più strumenti e stimoli rispetto a qualche decennio fa. Sono più rapidi nell’apprendere, ma anche più distratti, con una capacità di attenzione ridotta.
«Questo richiede un approccio didattico diverso, capace di adattarsi ai cambiamenti generazionali. Devono essere guidati nel dare un senso alle informazioni a cui accedono facilmente.
«Inoltre, sono più fragili, forse perché vivono in un’epoca caratterizzata da individualismo e solitudine, ma al tempo stesso sono molto svegli e dotati di grandi capacità.»
 
Ci racconta in breve il percorso multimediale quadriennale IDEA?
Simoncelli: «Il nuovo percorso IDEA, attivo fino alla seconda classe, è un liceo quadriennale innovativo che porta al diploma in Audiovisivo e Multimediale.
«È progettato per mettere al centro l’innovazione tecnologica e la progettualità artistica, con particolare attenzione al virtuale e alle nuove tecnologie.
«Questo percorso è il frutto di una collaborazione tra il nostro Liceo e il Liceo Artistico Depero di Rovereto, e rappresenta un’eccellenza nell’offerta formativa.»
 
Ci sono novità sulla nuova sede?
Simoncelli: «Attualmente siamo situati in via Zambra, ma è già in corso l’iter per trasferirci nella nuova sede di via Giusti.
«Questo cambiamento sarà un passo importante per continuare a rinnovarci e affrontare al meglio le sfide del futuro.»

Daniela Larentis – [email protected]