La Funivia Trento-Bondone si fa, il bacino d'acqua s’ha da fare

Questi sono alcuni dei punti di forza di Massimiliano Mazzarella, candidato per la Lista «Sì Trento» che sostiene il sindaco Franco Ianeselli

La foto del laghetto di montagna è di fantasia, ma lo sogniamo così per le Viote.

Abbiamo deciso di dare spazio a un candidato per il consiglio Comunale di Trento perché sta portando avanti due iniziative che il nostro giornale ha sempre spinto con piena convinzione.
Il candidato è Massimiliano Mazzarella, della Lista Civica «Sì Trento», che sostiene la candidatura di Franco Ianeselli sindaco della città, e sta difendendo a spada tratta la Funivia Trento-Bondone e il bacino idrico alle Viote.
Riportiamo prima le sue ragioni, poi noi aggiungeremo le nostre considerazioni.
 
«La Funivia rappresenta un’opportunità di sviluppo, – sostiene Mazzarella. – I numeri ufficiali dimostrano che è sostenibile e vantaggiosa.
«È importante sapere che tutte le considerazioni riportate derivano dall'analisi dei documenti ufficiali della Provincia Autonoma di Trento e dal confronto con tecnici qualificati. Non si tratta di opinioni personali, ma di valutazioni basate su dati concreti
«La media giornaliera su base annuale di persone che verranno trasportate dalla funivia sarà di 1.290 persone, equamente divise nelle due tratte di Sardagna e Vason. Di queste, il 30 percento sarà formato da turisti, mentre per il restante 70 percento trasporterà cittadini, pendolari e studenti.
«In altre parole, il trasporto sarà più utile ai cittadini che ai turisti.»
 
«Per quanto riguarda i costi di gestione – continua Mazzarella – sono previste uscite annue per 3,9 milioni.
«Per contro, le entrate sono quantificate in milioni 1,4 derivanti dai biglietti, 0,6 milioni sono già spesi per la funivia attuale e infine ci sarà il risparmio di 0,4 milioni in trasporto pubblico su gomma.
«Il disavanzo sarà quindi di 1,5 milioni all’anno e non il doppio come previsto dai detrattori.
«Si ricorda che per il trasporto pubblico urbano l’ente pubblico incassa solo il 17% dei costi sostenuti, mentre con la funivia ne incasserà il 30%.»
 
Per quanto riguarda il nuovo bacino delle Viote, Mazzarella – che preferisce chiamarlo «nuovo laghetto alpino» – sostiene che si tratti di un’opportunità di sviluppo strategica.
«È una scelta strutturale e lungimirante per il nostro territorio – dichiara Mazzarella, – capace di generare occupazione, rilanciare il turismo, valorizzare la montagna e offrire benefici ambientali, energetici e civili.
«Il laghetto alpino renderà la nostra montagna più accessibile e vissuta in tutte le stagioni, – prosegue il candidato alla Lista Civica Sì Trento. – In inverno garantirà neve, lavoro, turisti e vitalità locale; in estate potrà trasformarsi in un lago alpino fruibile, diventando una vera attrazione, utile anche per valorizzare aree oggi in disuso come le ex caserme e le voliere.»
 
«L’iniziativa garantirà l’innevamento artificiale delle piste da sci – prosegue Mazzarella, – richiedendo soli 5 giorni anziché gli attuali 70.
«Ed è bene precisare che il laghetto non intaccherebbe le riserve naturali esistenti, perché le aree protette non sarebbero coinvolte.
«Si ricorda che per la neve non vengono usati additivi chimici, ma solo acqua e aria. Sciogliendosi, torna a diventare acqua. L'acqua non si distrugge, si trasforma.
«Infine, non porterebbe via acqua ai paesi a valle, anzi costituirebbe una riserva anche per loro.»
 
Come abbiamo scritto in premessa, noi condividiamo la scelta della funivia (è già finanziata) e la costruzione del Laghetto alpino. E qui aggiungiamo le nostre considerazioni.
Sicuramente i giovani non ricordano il progetto del Sindaco Nilo Piccoli (1951-1964) che ha lanciato lo sviluppo turistico del Monte Bondone, che presto fu denominato «Trento Alta».
Fece costruire strade adatte al boom generato e tante altre strutture per servire le nuove abitazioni.
In breve il Bondone divenne la residenza estiva dei cittadini che potevano permettersi la seconda casa. Alcuni andavano «ai freschi» ai laghi, ma i più preferivano il Bondone. Lì il fresco era garantito.
Ma l’attrazione principale del Bondone era lo sci. I Trentini hanno imparato a sciare sulla montagna di Trento.

I non residenti andavano a sciare con l’automobile e un po’ alla volta non csi tgrovarono più posteggi sufficienti. Pian piano si decise di sciare altrove e un po’ alla volta il Bondone si impoverì. Chiusero alberghi e ristoranti. E anche le abitazioni vennero in parte dimenticate.
Con queste premesse è facile capire che il servizio funiviario Trento Bondone sarà nuovamente abbracciato dagli sciatori cittadini del mordi e fuggi e dai domenicali che potranno nuovamente sciare sulla propria montagna senza intraprendere viaggi in macchina.
È chiaro che tornerà a essere la montagna dei Trentini e non la montagna del turismo di massa. Come una volta. Ben venga la funivia.
 
Per quanto riguarda il laghetto, c’è poco da aggiungere a quanto detto da Mazzarella. Gli invasi, i bacini fatti come Dio comanda – cioè senza danneggiare la natura o creare pericoli – sono e saranno sempre i benvenuti in questo mondo, le cui condizioni climatiche sembrano impazzite.
Sarà facile trovarsi in condizioni di troppa acqua o di troppo poca. Insomma, quando viene, l’acqua va trattenuta. Le centrali elettriche trentine sono una fonte inesauribile di energia, ma sono anche una riserva insostituibile di acque e una sicurezza concreta contro le alluvioni.
È di questi giorni la polemica dell’acqua mancante in Sicilia: ci sono state alluvioni devastanti, eppure gli invasi sono rimasti vuoti.
Non erano preparati. Da non credere.
Noi dobbiamo essere sempre preparati in questo e, a ben vedere, lo siamo da tempo.

G. de Mozzi