Il Premio Montale a Guido Oldani – Di Daniela Larentis

Il poeta milanese, fondatore del Realismo Terminale, premiato per una visione radicale della contemporaneità: la poesia come ultimo sguardo critico sul mondo

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È stato conferito mercoledì 2 aprile, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Premio Montale al poeta Guido Oldani, fondatore del Realismo Terminale, tra le voci più significative e riconoscibili della poesia italiana contemporanea.
La cerimonia si è svolta nella Sala Negri da Oleggio, in largo Agostino Gemelli, alla presenza di Adriana Beverini, presidente del Premio Montale, e di Giovanni Gazzaneo, presidente della Fondazione Crocevia, che hanno introdotto la figura di Oldani come uno dei maggiori innovatori della poesia italiana del nostro tempo.
 
Gli ha reso omaggio un parterre d’eccezione composto da numerosi esponenti del panorama culturale contemporaneo, fra i quali la scrittrice Laura Bosio, l’economista Pierangelo Dacrema, l’italianista Francesco Sberlati, il giurista Pierantonio Varesi e Amedeo Anelli, fondatore della rivista internazionale di poesia e filosofia «Kamen’», i quali hanno sottolineato, da prospettive diverse, la profondità e l’attualità del pensiero poetico di Oldani, presidente del World Poetry Movement e candidato al Premio Nobel per la Letteratura 2021.
Le sue raccolte poetiche mettono in scena un mondo dove l’uomo non è più il centro, ma un satellite di un universo dominato da oggetti, merci e tecnologia.
 
Un mondo capovolto, dove l’oggetto diventa soggetto.
La poesia di Oldani scardina l’immaginario tradizionale con immagini spiazzanti, mostrando le distorsioni del presente con uno stile secco, ironico, essenziale.
Elemento distintivo del Realismo Terminale è la «similitudine rovesciata», che ribalta il tradizionale paragone con la natura per attingere invece al mondo artificiale.
Oltre che poeta, Oldani è saggista, autore di testi teatrali, editorialista, promotore culturale.

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Il poeta Guido Oldani ritratto da Lome, 2025.

 
Cenni biografici.

Guido Oldani nasce nel 1947 a Melegnano (Milano), la Marignan della Battaglia dei Giganti (1515).
Coltiva la discordanza culturale, pubblicando nella rivista scientifica «Acta Anatomica» e collaborando con il Politecnico di Milano, presso l’insegnamento di Tecnica della comunicazione.
Suoi testi compaiono su numerose riviste, tra cui «Alfabeta», «Paragone», «Kamen».
È del 1985 la sua raccolta «Stilnostro», con prefazione di Giovanni Raboni, dove colloca la realtà nella cornice atemporale di gerundi e participi passati.
 
Nel 2000 partecipa al convegno «Varcar frontiere», a Losanna, in cui attacca l’insufficiente espressione della realtà degli attriti di popoli, religioni, oggetti, nella poesia.
Ripete l’operazione l’anno successivo alla Statale di Milano, al convegno «Scritture e realtà».
Intanto pubblica la raccolta «Sapone» nel numero 17 di «Kamen» (2001), dove fa comparire la sua realtà centripeta.
Collabora a quotidiani come «Avvenire», «La Stampa» e «Affari Italiani», a trasmissioni RAI, adattando testi per il teatro.
Nel 2007 esce, per LietoColle, «La betoniera», tradotta in una decina di lingue, tra cui russo, cinese, arabo e americano.
Nel 2008 pubblica «Il cielo di lardo», nella collana «Argani» che dirige per l’editore Mursia. Sempre per Mursia nel 2010 esce «Il Realismo Terminale», visione della poesia e del mondo, subito tradotto negli Stati Uniti, negli «Annali di Italianistica».
 
Fra le antologie in cui compare, ricordiamo «Il pensiero dominante» (2001, Garzanti), «Tutto l’amore che c’è» (2003, Einaudi), «Almanacco dello specchio» (2008, Mondadori), «Antologia di poeti contemporanei» (2016, Mursia), «Poesia d’oggi - Un’antologia italiana» (2016, Elliot), «Poesie italiane 2016» (2017, Elliot).
Nel 2014, al Salone del libro di Torino, con Langella e Salibra, presenta il «Manifesto breve del Realismo Terminale».
Fra le altre pubblicazioni, citiamo: «La guancia sull’asfalto» (Mursia, Milano, 2018); «E hanno visto il sesso di Dio. Testi poetici per agganciare il cielo» (2000 - 2019), Mimesis, Sesto S. Giovanni, 2019; «Dopo l’Occidente - Lettera al Realismo Terminale», Mursia, Milano, 2021; «La ruggine del dolore», libro d’arte con 14 poesie inedite illustrate da incisioni originali di Omar Galliani (Silvia Editrice e Fondazione Crocevia, Milano 2021).

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Conta al suo attivo importanti Premi, fra i quali ricordiamo: Premio alla carriera Città di Acqui Terme, 2010; Premio National Talent Gold Fondazione Zanetto Brescia, 2012; Premio Festival Art Spoleto, 2013; International Poetry Award 1573, Luzhou, Cina, 2019; Premio alla carriera Euterpe Jesi, 2022; Premio alla carriera A. Pozzi, Pasturo (LC), 2022; Premio alla carriera per i cento anni del Centro Studi Torquato Tasso, Sorrento, 2022; Premio alla carriera Casa della Poesia di Monza, 2023. Dal 2021 al 2023 ha collaborato settimanalmente al blog di Centofanti, del Santuario del Divino Amore di Roma, con i propri «Vangelini apocrifi», relativi ai Vangeli festivi.
Nel 2024 un suo testo inedito è stato inciso sulla pavimentazione di una piazza della sua Melegnano, città metropolitana milanese.
 
Sottolinea Giovanni Gazzaneo, giornalista e critico d’arte («Lo sguardo del muro accanto»): «Guido Oldani ha lo sguardo acuto, non ha bisogno di lontananze per vedere l’orizzonte. D’altronde questo sguardo l’ha sperimentato a lungo: la finestra della sua piccola casa sbatte contro un muro.
«L’accatastamento lo vive in dimensione casalinga. Ma la speranza abbonda nei pertugi. E solo l’essenziale genera poesia. Con lo sguardo appiccicato al muro accanto, Guido combatte l’economia delle cose con l’economia delle parole […].»

Scrive lo stesso Gazzaneo, in un passo del suo contributo critico, spiegando la motivazione del prestigioso riconoscimento: «Guido Oldani è il fondatore del movimento letterario e artistico internazionale del Realismo Terminale. Il movimento è aperto alle più varie forme espressive (arti visive e plastiche, musica, teatro, danza) e ambisce essere la rappresentazione critica e ironica della civiltà globalizzata degli anni Duemila, interpretando e descrivendo quegli aspetti del divenire storico-sociale che maggiormente caratterizzano il nostro tempo.
«Il Realismo Terminale nasce dall’osservazione, e dall’espressione in chiave poetica, di alcuni fatti macroscopici che si stanno verificando su scala mondiale e delle trasformazioni antropologiche che stanno generando in Occidente e nelle società più avanzate del mondo.
«Nel libro-manifesto del 2010, intitolato appunto “Realismo Terminale”, Oldani osservava lucidamente che la migrazione incessante di intere popolazioni in fuga da guerre, persecuzioni, miseria e carestie verso i luoghi della libertà e del benessere, lo sviluppo in ogni angolo della Terra di sempre più vaste megalopoli (quelle che Oldani chiamava, già allora, con drammatica preveggenza, «pandemie abitative»), e la conseguente immersione degli esseri umani in un ambiente totalmente artificiale, dominato dalla tecnologia e sovraffollato di merci, stanno modificando, come mai era successo in maniera tanto radicale, la percezione stessa della realtà.
«Siamo testimoni, cioè, non solo di un’impressionante metamorfosi dell’ambiente come conseguenza degli atti della nostra esistenza, ma anche, e più in radice, di una basilare alterazione dell’esperienza del mondo, provocata dall’habitat artificiale e dagli strumenti materiali e virtuali, con cui interagiamo con l’esterno.
«La poetica di Oldani, maturata all’interno della linea dantesca, muove dalla coscienza di questa svolta epocale, che segna una frattura millenaria rispetto a tutta la storia precedente del genere umano; la natura, che un tempo coincideva con la terra, è oggi soffocata dal progresso, vampirizzata e sfigurata dallo sfruttamento economico, spinta ai margini delle città tentacolari e ridotta, come afferma Oldani, ad «azionista di minoranza» […].»

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In chiusura, l’artista trentino Lome, fondatore del «Bosco dei Poeti», ha consegnato alla giuria un ritratto inedito del poeta, realizzato in tre differenti versioni, come omaggio a Oldani attraverso opere in sintonia con la sua poetica.
Tra il pubblico erano presenti anche l’artista trentino Matteo Boato e Annachiara Marangoni, poetessa esponente del Realismo Terminale.
È attesa a breve l’uscita della sua nuova raccolta poetica intitolata «Sbiancante», con prefazione di Guido Oldani.
 
La manifestazione è stata impreziosita da un omaggio musicale della Nuova Orchestra di Milano, diretta dal Maestro Giuseppe Dinardo, che ha offerto un momento di intensa suggestione sonora, perfetta conclusione per un evento dedicato alla forza della parola poetica.
Con il conferimento del Premio Montale a Guido Oldani, la poesia torna al centro del dibattito culturale come sguardo critico e visionario sulla realtà; un’occasione per riaffermare il ruolo della poesia come chiave di lettura delle trasformazioni profonde della società contemporanea.

Daniela Larentis – [email protected]

«Il soffio» di Guido Oldani (da «La guancia sull’asfalto», 2018)

 
Il gatto nero soffia minaccioso
uguale ad una pentola a pressione
ma senza che prometta cose buone.
tante mani gli danno le carezze,
da tempo non sa nulla più dei topi
e ha un livello di vita medioalto,
a volte rompe il niente, con un salto.

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