Germano reale, folaga, cormorani, gabbiani e una moretta codona
Concluso il monitoraggio 2024/2025 degli uccelli acquatici che svernano nelle zone umide trentine: censiti 5.457 esemplari in 68 siti
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Martin Pescatore (Alcedo atthis).
Ogni inverno, in un breve arco di tempo e in tutte le principali zone umide d’Europa, esperte ed esperti, insieme a tante persone appassionate di ornitologia, si dedicano al monitoraggio degli uccelli acquatici grazie al progetto International Waterbird Census IWC
«Armati» di binocolo, cannocchiale e spesso di stivali di gomma e imbarcazioni, incuranti delle temperature gelide, battono palmo a palmo le sponde dei laghi, le rive dei fiumi, le coste del mare, le paludi, le lagune e ogni altro specchio d’acqua per scovare e censire tutte le specie acquatiche che durante il periodo invernale vi si riuniscono.
Airone cinerino (Ardea cinerea).
Come spiegano Alessandro Franzoi e Francesca Rossi, ornitologo e ornitologa MUSE, a nome di tutto il gruppo che si occupa annualmente del monitoraggio in Trentino, «Durante i mesi invernali molte specie acquatiche di diverse origini geografiche, in particolare provenienti dalle regioni centro-settentrionali d’Europa, si aggregano in aree umide dell’Europa centro-meridionale e del Mediterraneo per trovare cibo e riparo e attendere così il trascorrere dell’inverno.
«Effettuare i conteggi in questa stagione è quindi vantaggioso per definire lo stato di salute delle popolazioni degli uccelli acquatici grazie alla definizione della loro distribuzione e abbondanza e stabilisce il ruolo e l’importanza dei siti per lo svernamento delle specie, indirizzando le strategie nazionali ed internazionali di gestione e conservazione.»
Folaga (Fulica atra).
In Trentino il monitoraggio viene svolto dal Servizio Foreste con il supporto del MUSE e il coordinamento del Servizio Faunistico.
Dal 9 al 26 gennaio di quest’anno il personale forestale insieme a 26 collaboratrici e collaboratori del museo hanno percorso tratti dei fiumi Adige, Brenta, Avisio, Sarca e Noce, esplorato i Laghi di Toblino, S. Massenza, Cavedine, Santa Giustina, Caldonazzo, Levico, Garda, Serraia e numerose altre aree umide fino a raggiungere un totale di 68 siti, individuati secondo le indicazioni del Ramsar Convention Bureau https://www.ramsar.org/ come aree funzionali allo svernamento di popolazioni o gruppi di uccelli acquatici. In totale quest’anno sono stati censiti 5457 uccelli sul territorio provinciale appartenenti a 20 specie diverse.
Porciglione (Rallus aquaticus.
Il contingente svernante più abbondante in Trentino è risultato essere costituito dal germano reale (2.954 individui totali), seguito dalla folaga (790), dal cormorano (357), dall’airone cenerino (245), dalla moretta (244), dallo svasso maggiore (232), dal gabbiano comune (165) e dal tuffetto (108).
Sotto le cento osservazioni, ma presenti ogni anno con un piccolo contingente svernate, sono state poi osservati: svasso piccolo, gabbiano reale mediterraneo, moriglione, smergo maggiore, gallinella d’acqua, airone guardabuoi, garzetta, cigno reale, airone bianco maggiore, porciglione e gabbiano reale nordico.
Ogni anno può capitare di osservare una specie insolita: nell’inverno 2025 sul lago di Cavedine ha svernato una moretta codona, un’anatra tuffatrice proveniente dalle regioni artiche e che raramente sverna in zone così meridionali.
In Italia il progetto è coordinato da ISPR.