27 gennaio, Giorno della Memoria – Di Paolo Farinati
Relazioni, Comunità e Società: quale significato e quali effetti hanno ancora oggi?
Zygmunt Bauman.
L'essere umano ha sempre trovato nelle Relazioni con altri suoi simili, siano esse familiari o sociali, uno degli elementi più importanti per costruirsi un benessere esistenziale più che accettabile.
Le Relazioni, se sane, leali e sincere, ci aiutano a conoscere e a crescere, ci indicano chiari ideali e valori, ci rendono consapevoli dei nostri limiti, dei nostri doveri e dei nostri diritti, ci danno conferme dei nostri sentimenti, aumentano i nostri affetti, ci incoraggiano nei momenti di difficoltà, ci fanno capire il valore di una rinuncia e di una sconfitta, ci fanno comprendere la grande ricchezza di ogni diversità, ci fanno apprezzare la bellezza della disponibilità e le emozioni della generosità.
Ma se le Relazioni che abbiamo non sono accompagnate quantomeno dal rispetto, dalla vicinanza e dalla sincerità, che effetti possono causare?
La nostra Società, o meglio le molte Società che ci circondano da vicino e da lontano su questa Terra, hanno subìto negli ultimi decenni trasformazioni profonde e dannatamente veloci. Di cui forse non tutti ce ne siamo resi conto.
Da qui il celere mutare nel tempo del significato e dell'essere Comunità, sia essa da intendersi come la più piccola, ovvero la famiglia, o come di misura più ampia, come i nostri quartieri, i nostri paesi e le nostre medio - piccole città.
Max Weber.
Comunità deriva dal latino communus, dove munus ha il significato di dovere o di dono. In altre parole essere Comunità è condividere momenti, doveri, valori, progetti, sentimenti, obiettivi, colpe, meriti. Come in un'ideale famiglia, naturale o allargata che sia.
Ma le crescenti esigenze di vita, il consumismo irrefrenabile, la competizione spinta, l'individualismo spesso incomprensibile, il veloce sviluppo tecnologico, la comunicazione sempre più immediata, hanno via via indebolito se non frantumato le molte forme di Comunità.
Zygmunt Bauman (1925 - 2017) definisce tutto questo come «modernità liquida», la quale ha allentato i rapporti umani, ci ha tolto tante certezze, immergendoci in ripetuti stati d'ansia, ci ha privati del desiderio dell'attesa e della genuinità della sorpresa, anteponendovi la frenesia del «tutto e subito».
Ha mutato la nostra percezione del tempo e dello spazio.
Se questa perdita di consapevolezza e di coscienza del limite naturale, insito in ognuno di noi e nelle cose che ci circondano, si allarga alla Società, gli effetti possono divenire tragici e spesso irreversibili. E qui la storia dell'umanità continua, ahi noi, a raccontarcelo ancora ogni giorno. Proprio dalla nostra storia abbiamo imparato poco.
Il sociologo tedesco Ferdinand Tossien (1845 - 1936), nel suo celebre libro «Gemeinschaft und Gesellschaft», ovvero «Comunità e Società», ci ha illustrato la differenza tra i due sostantivi: l'uno intimo e familiare, l'altro ampio e sociale.
Nel contempo, ci ha pure ammonito che, comunque, entrambi avrebbero potuto mostrarsi fragili innanzi al mutare del pensiero e dell'azione dell'essere umano.
E questo sia nella piccola dimensione (famiglia, paese, città), che in quella più grande (nazioni, globalizzazione, ecosistemi).
Pure la teoria sociologica di Max Weber (1864 - 1920), scritta in tempi non certo facili e sereni per l'umanità, ci ha illuminato su tali possibili capitoli evolutivi non certo rassicuranti.
Ferdinand Tossien.
Oggigiorno, i crescenti infausti effetti sono sotto gli occhi di tutti. L'imbecillità, l'avidità e le fragilità umane crescono, nel mentre il rispetto è ai minimi termini. Si diffondono ignoranza, volgarità, delinquenza, omicidi, femminicidi, suicidi, guerre, sopraffazione, diritti e confini calpestati e via discorrendo. Seppur in preoccupante crescente misura, per fortuna e per le riconosciute capacità umane, tali fatti non coinvolgono tutto e tutti.
Abbiamo certamente gli strumenti e le conoscenze per affrontarli. Ma dobbiamo riscoprire l'umiltà, la pazienza e la disponibilità al dare e al darsi.
Come pure avere la determinazione nel decidere per il bene comune.
Nel piccolo luogo più familiare, come nel più grande ambiente che ci circonda. E qui anche la Politica deve assumersi le proprie responsabilità e svolgere al meglio il proprio compito.
Rivitalizzando le Relazioni sane di un tempo lontano, dove la parola data, una stretta di mano e uno sguardo profondo sostituivano ogni formalismo o, quantomeno, ne erano il vero eterno sigillo.
Crediamoci fortemente. È l'unica via da percorrere per costruire rispetto, benessere, felicità e pace. Sia in una famiglia, che nel mondo intero in cui viviamo.
Paolo Farinati