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Ordinanza Area Sequenza, avviato il procedimento

Entro il 6 settembre il Comune di Trento deve ordinare agli attuali proprietari dell’area Sloi di mettere in atto le misure per evitare la diffusione degli inquinanti

A tutela dell’onorabilità dell’istituzione e del personale del Comune, l’Amministrazione comunale esprime solidarietà ai tecnici attaccati oggi sulla stampa in merito all’inquinamento della falda sotto lo scalo Filzi.
Gli ultimi dati sulla contaminazione della falda a Trento Nord e in particolare sotto l’ex scalo ferroviario integrano un quadro già noto da tempo, descritto anche nella Carta della criticità idrica sotterranea inserita nel Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche approvato dall’Amministrazione provinciale nel 2008.
 
Più di recente, un comunicato della Provincia del 2 aprile scorso sulle falde di Trento Nord afferma in modo trasparente che «i dati raccolti da Rfi e Appa nei piezometri all'interno del sedime ferroviario sono coerenti con i dati di monitoraggio storico esterni al bypass in analoga posizione. Nella zona più vicina all'area ex Carbochimica e cavalcaferrovia di Nassirya la qualità della falda risente della presenza degli inquinanti di tipo idrocarburico, mentre più a valle non si registrano elementi di contaminazione del Sito di interesse nazionale».
 
Non a caso, proprio sulla base della carta del 2008, per i cantieri e gli interventi in tutta l’area è stata adottata una serie di misure cautelative in modo da evitare problematiche di natura ambientale.
Per quanto riguarda l’ordinanza sull’area Sequenza legata al recente pronunciamento del Consiglio di Stato, l’avvio di procedimento è già stato mandato a tutti i proprietari dell’area Sloi, dell’area Sequenza, alla Provincia autonoma, all’Appa, al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e a tutti gli enti coinvolti.
 
Come noto, il Comune è stato chiamato dal Consiglio di Stato a individuare il responsabile della contaminazione della Sloi, che è all’origine della contaminazione dell’area Sequenza.
In assenza del responsabile (la Sloi non c’è più da tempo) e nell’impossibilità di applicare il principio comunitario «chi inquina paga», entro il prossimo 6 settembre il Comune dovrà ordinare agli attuali proprietari dell’area Sloi di mettere in atto le misure di prevenzione necessarie per evitare che in futuro continui la diffusione degli inquinanti.

In parallelo il Ministero dell’Ambiente sta riavviando il procedimento per il danno ambientale che ha investito l’area di Trento Nord.

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